Mozione Stop Diserbo chimico (rif 2015-004-MOZ del 15/06/2015)

diserbo chimico

E’ stata presentata una mozione a firma del nostro gruppo MoVimento 5 Stelle Druento, per vietare l’uso di diserbanti chimici sul territorio comunale druentino, per le aree di verde pubblico e nei bordi stradali.

Il provvedimento, mutuato da altre amministrazioni a livello nazionale, è finalizzato ad evitare l’uso di sostanze potenzialmente nocive alla salute umana, essendo dimostrato da recenti studi scentifici che tali agenti chimici, una volta disciolti nell’ambiente, vengono facilmente ingerite dall’uomo, attraverso il consumo di alimenti inquinati da tali tossine (acqua, verdura, carne), provocando gravi patologie anche di carattere tumorale.

La pratica del diserbo chimico è da alcuni anni alla ribalta, in quanto apparentemente più economica rispetto allo sfalcio meccanico. Crediamo che la salute dei cittadini non abbia prezzo.

Ci auguriamo che pure la giunta comunale sia concorde con il nostro pensiero ed approvi la proposta.

Clizia


MOZIONE

rif 2015-004-MOZ del 15/06/2015

 

( IN BASE ALL ART. 20 DEL REGOLAMENTO SUL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE )

OGGETTO:  Divieto del diserbo chimico nell’agglomerato urbano, lungo i bordi delle strade ed in prossimità delle acque superficiali e sotterranee.

Premesso che: 

  • il diserbo chimico implica l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi formulati dalle multinazionali. Queste sostanze sono chimicamente estranee, disaffini, ai composti naturalmente presenti negli esseri viventi;
  • la fitotossicità del principio attivo dei diserbanti può esplicarsi in principalmente in 3 modi:
  • disseccando le parti verdi. Dopo l’irrorazione, queste sostanze sono in grado di penetrare nelle, attraverso le foglie o le radici, all’interno dei flussi vitali della pianta (flusso xilematico e/o floematico);
  • impedendo la germinazione delle piante (antigerminello);
  • annullandone lo sviluppo, colpendo la pianta allo stadio di plantula.
  • il principio attivo più utilizzato al mondo è il Glifosato (Glyphosate), che colpisce in maniera non selettiva ogni tipo di pianta (monocotiledoni e dicotiledoni), declassato come “probabile cancerogeno sugli umani”(categoria 2A) dall’IRAC – International Agency for Research on Cancer – proprio il 20 marzo 2015 (Fonte NATURE- International Weekly Journal of Science – http://www.nature.com/news/widely-used-herbicide-linked-to-cancer-1.17181 – Impact Factor della rivista 42.35). L’IRAC classifica come ‘ mechanistic evidence’ i danni al DNA di cellule umane causate dall’esposizione al Glifosato;
  • gli erbicidi contenenti questo principio attivo sono largamente e abbondantemente utilizzati sia dai grandi gruppi agricoli, che per il controllo del verde pubblico e perfino nei giardini domestici;
  • già nel 1988, con la l.r. 15 luglio 1988, n. 25, la Regione Marche ha proibito l’utilizzo di fitofarmaci nei centri abitati: “Nelle aree pubbliche o aperte al pubblico all’interno dei centri abitati delimitati dagli strumenti urbanistici vigenti, è vietato l’uso dei fitofarmaci che vengono impiegati per prevenire i danni causati alle specie vegetali da insetti o altri parassiti.”;
  • con la l.r. 28 dicembre 1989, n. 76 la Regione Piemonte per ora pone il divieto nei centri abitati di diserbanti della prima e seconda classe di tossicità. A breve adotterà un nuovo regolamento regionale dovuto all’approvazione dell’ODG n. 226 “Regolazione e controllo dell’uso dei prodotti fitosanitari”;
  • molte altre Regioni italiane hanno adottato misure restrittive per disincentivare l’utilizzo di prodotti fitosanitari in aree extra agricole.

Considerato  che: 

  • i diserbanti:
  • possono essere tossici e potenzialmente dannosi per l’uomo ed altri esseri viventi, ad esempio animali d’affezione;
  • possono influenzare negativamente l’ecosistema naturale del suolo;
  • possono essere trasportati dalle acque di superficie e contaminare le falde acquifere;
  • possono persistere nel terreno e danneggiare le colture;
  • se impropriamente utilizzati possono danneggiare le colture
  • possono indurre lo sviluppo di specie vegetali resistenti agli erbicidi stessi
  • la loro efficacia induce all’abbandono delle rotazioni colturali, con maggiore diffusione di insetti e patologie specie-specifiche.
  • l’utilizzo di prodotti fitosanitari è impiegato con consuetudine in modo sempre più frequente negli ultimi anni, anche da Enti Pubblici o gestori di verde pubblico e privato, attraverso l’utilizzo di personale, che pur avendo a che fare con sostanze che possono nuocere gravemente alla salute di chi esegue i trattamenti e delle comunità locali sui quali vengono utilizzati, non adeguatamente istruito e professionalmente preparato all’applicazione di tali trattamenti;
  • secondo le indicazione dell’ISPRA-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, una maggiore biodiversità, oltre ai benefici per la fauna selvatica e in particolare di quella entomologica, è decisiva per la difesa naturale biologica dalle avversità e limita l’erosione e infiltrazione idrica, sia meteorica diretta che di scorrimento con il risultato collegato di un controllo naturale delle infestanti, riducendo di molto i costi di diserbo meccanico;
  • purtroppo il diserbo chimico incide notevolmente anche sulle classiche caratteristiche paesaggistiche del nostro territorio, con le vistose strisce gialle nel verde, mentre è importante la valorizzazione del paesaggio anche per la fruizione turistico-ricreativa;
  • una corretta manutenzione del territorio, previene il dissesto idrogeologico e gli incendi, mentre i trattamenti di diserbo chimico seccando la parte apicale e radicale delle piante, aumentano esponenzialmente questo tipo di problemi;
  • nella fattispecie è evidente che, anche nel nostro Comune di Druento, viene permesso l’utilizzo di diserbanti lungo le strade, in prossimità di corsi d’acqua superficiali e sotterranei e nei cortili delle abitazioni. Questo, oltre ai danni sopraccitati, è un costo inutile. Dopo l’irrorazione dell’erbicida sulle piante, infatti, è sempre necessaria una successiva operazione di taglio meccanica perché le piante seccano ‘in piedi’. Quindi i cittadini si trovano a pagare un costo ambientale altissimo, due costi per le operazioni di diserbo e di taglio meccanico ed un possibile costo dovuto al danno sanitario.

Valutato che:

  • accettare l’utilizzo erbicidi implica moralmente accettare che le multinazionali del settore, quali Monsanto, Bayer etc., studino volontariamente la resistenza a queste sostanze indotta in specie coltivate ai fini della produzione di piante geneticamente modificate (OGM), che resistano a diserbanti totali (come il Glyphosate) e consentano quindi l’impiego di questi anche sulla coltura in atto. Si parla degli OGM Roundup ready;
  • si vuole volontariamente ricordare il caso del pesticida DDT (Dicloro-Difenil-Tricloroetano), il cui rischio venne sottovalutato, di cui tutti oggi conosciamo i gravi effetti sull’ambiente e sulla salute umana. Fu l’insetticida più utilizzato al mondo ed in Italia l’utilizzo fu vietato nel 1989 ma, fino al 1997, veniva regolarmente prodotto in diversi stabilimenti chimici, in modo particolare nel sito EniChem Synthesis (già Rumianca) di Pieve Vergonte (VB), che passò alla cronaca per il grave inquinamento del Lago Maggiore;
  • il principio di precauzione, sancito dall’Unione Europea, “permette di reagire rapidamente di fronte a un possibile pericolo per la salute umana, animale o vegetale, ovvero per la protezione dell’ambiente. Infatti, nel caso in cui i dati scientifici non consentano una valutazione completa del rischio, il ricorso a questo principio consente, ad esempio, di impedire la distribuzione dei prodotti che possano essere pericolosi ovvero di ritirare tali prodotti dal mercato.”;
  • in virtù di questo principio, per sostanze contenenti come principio attivo un probabile cancerogeno e sostanze affini, come il Glifosato, dovrebbe esserne vietato l’impiego, soprattutto nei centri abitati e nei luoghi pubblici.

Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta Comunale,

  1. a vietare, sul territorio Comunale, il diserbo chimico all’interno dell’agglomerato urbano, lungo i bordi delle strade ed in prossimità delle acque superficiali e sotterranee, fatto salvo il settore agricolo in cui vengono mantenute le regole imposte dalla normativa vigente;
  1. a comunicare la decisione di cui al punto 1. ai responsabili della manutenzione delle strade di competenza non comunale;
  1. a promuovere momenti di incontro ed informazione con la popolazione per sensibilizzare sui rischi per l’ambiente e per la salute umana legati all’utilizzo di queste sostanze.

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